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ciò che è scritto senza passione, sarà letto senza piacere
L'ultimo posto
post pubblicato in Il Sicomoro, il 29 agosto 2010


Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cèdigli il posto!. Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: Amico, vieni più avanti!. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». (Lc 14, 7-11)


Avviene così che una Parola mi viene incontro e offre senso e cammino alla giornata. Non avevo mai pensato che questo ultimo posto non è altro che quello che, entrando in una sala, ti viene incontro per primo! Il posto 'degli sfigati', quello vicino alla porta dove non sai nemmeno chi ti trovi accanto. Questo brano non è allora solo una lezioncina di umiltà (quante volte confondo il Vangelo con delle favole con una bella morale!) ma è una chiamata a non scegliere tutto come a volte sarei tentato di fare... una chiamata ad accontentarmi, o meglio ad affidarmi: ...come una barca che si lascia trasportare da un'onda; come un fiore che non può spostarsi a crescere in un prato migliore, ma si impegna a crescere là dove si trova, senza ma e senza se...
...ce ne vorrebbero di Parole (e di omelie!) simili!!!
Provo allora a pensare a questo ultimo posto, il primo che mi viene di fronte, provo ad amarlo e anche ad adattarmici un po'.
...e lo benedico; è lo spazio della mia santità, la sfida di domani mattina, la mia vita da danzare al Signore!




permalink | inviato da lapiazza il 29/8/2010 alle 23:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
se il blog non lo legge più nessuno...
post pubblicato in Diario, il 20 agosto 2010


...proprio quando ho perso l'abitudine a scrivere e raccontarmi provo a riprendere la buona abitudine di dare parola ai miei pensieri!
Credo che sia stata un'estate di sogni e segni: tanta riflessione e tanti pensieri nuovi. Le scelte di alcuni amici hanno inciso tanto sul mio percorso personale. Amo il coraggio, l'umiltà e la semplicità di queste scelte.

Amo soprattutto uno scambio di sandali, un momento in cui le mie orme sono state un po' 'appesantiteì dai piedi di un altro... amo una preghiera e amo tanto Isaia.Qualcuno potrà intendere, qualcuno no...

Rimane comunque un'estate inseguita con tanto bisogno di silenzio che provo a prendermi il prossimo autunno. Rimangono alcuni rapporti che mi sono un po' sfuggiti...

...affido tutto nelle mani di Chi sa fare e disfare i miei piani...nella speranza di scrivere a breve altre storie e raccontare altri incontri.

Nic



permalink | inviato da lapiazza il 20/8/2010 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2009


I compleanni mi imbarazzano, non mi piace stare troppo al centro dell'attenzione...poi per chi ha un pessimo rapporto con il telefono è davvero difficile ricevere tante comunicazioni di auguri...

...poi da quando c'è facebook gli auguri si sono moltiplicati in maniera esponenziale...alcuni auguri sono preziosi, altri di circostanza, ci sono quelli inaspettati che ti regalano un sorriso e quelli stringati e lasciati di fretta; c'è chi mi chiama, anche più volte, per farmeli ma non riceve risposta, c'è chi mi chiama e mi tiene per tanto tempo al telefono...

...a volte mi viene da chiedere: ma qual è il complemento oggetto!? Cioè...di solito si dice "io ti auguro..." e segue l'oggetto dell'augurio; qualcuno risponderà che mi augura fortuna, felicità, salute,

serenità,...la realizzazione di tutti i sogni che ho nel cuore!

...bò, resterò col dubbio, nel 95% dei messaggi di auguri ricevuti il complemento oggetto non è specificato! ...allora ce lo metto io: mi auguro di avere sempre tanto calore attorno a me come oggi!

Mi sento accolto, amato, coccolato, proprio per questo ho provato a ringraziarvi tutti ma qualcuno è sicuramente sfuggito.


E allora un grazie davvero a tutte le persone che oggi si sono fatte sentire, (qui sotto allego come da tradizione la lista) soprattutto a chi ha provato a chiamarmi senza avere risposta; a loro vanno anche le mie scuse!!!

...la gioia di compiere 26 anni sta proprio nel vivere con voi questo tempo, di grazia!

Un abbraccio


Nic


Grazie di cuore a tutti e a ciascuno di voi!!!

 

SMS WIND: Oreste, Nadia, Manuel, Rosamaria Sacco, Alessandra Luberto, Cristina De Rose, Valeria Volpentesta, Emanuela Coscarella, Noemi Orrico, Ida De Marco, Pietro Bettarini, Leonardo De Santis, Serena Cianflone (anche da parte di Antonio), Carmine Coscarella. E, in ritardo, Gabriele Cannizzaro.

SMS VODAFONE: Carmela, Giuspa, Chiara Orrico, Luigi Gargano, Alessia Visciglia, Martina De Marco, Arianna Petitto, Annalisa Alvisio, Massimo Olivito, Fabrizia Ciccone, Carmen Ruggiero, Marco Iasevoli, Mario Putero, Ilaria Aquino, Sara Gaudio, Alessio Basta, Ida Barca, Gianluigi Angiocchi, Antonella Serra, Francesco La Luna, Lorenzo Coscarella, Federica Pupo, Annarita Arnieri, Arianna Petitto, Arianna Monaco, Marco Guadagnolo, Chiara Finocchietti, Fra Carlo, zia Rosa, Rosamaria Lappano, Anna De Gaetano.

FACEBOOK: Marisa Pupo, Marialuisa Scarpelli, Martina Zito, Carmela, Stefania Trotta, Nadia Macrì, Equipe giovani Locri-Gerace, Luisa Alfarano, Marco Esposito, Mariateresa Caccamo, Rosaria Staffa, Annamaria Arena, Vincenzo Nicoletti, Deneb Oliva, Tina Achiropita Vecchio, Vincenzo Cosentino, Francesca Cozza, Lilli Vigna, Achille Basile (2 volte), Concettina Pirillo, Alessandra Luberto, Martina Mezzanotte, Flavio Pilla, Gaetano De Luca, Giovanna Spinelli, Antonio Fazio, Dora Perna, Codruta Fernea, Cecilia Perri, Mauro Notarnicola, Michele Azzoni, (Andrea Penazzi), Nadia Matarazzo, Emilia Imbrogno, Maurizio Semiglia, Emanuela Coscarella, Marianna Librandi, Ciro Miceli, Silvia Negro, (Marco Iasevoli), Pierpaolo Gervasi, Maria Paola Guzzo, Roberta Caira, Rosanna Brecchi, Pamela Flore, Stefano Forgione, Andrea Lucante, Valentina Dodaro, Miriam Lamboglia, Maria Bello, Alessandro Perrotta, Angela Russo, Paola De Lena, Nadia Prantera, il Sindacato Autonomo degli Incaricati Regionali Giovani di AC, Paola Emanuela Battaglia, Stefania Maiorano, Pasquale Longo, Laura Gentile, Alessandra Apicella, Maria Rita Miceli, Fabrizio Carbone, Martina Abbritti, Maurizio Filice, Niccolò Marino, Alfonso Politano, Elisabetta Filice, Piggi Cascavilla, Alessandra Ponzio, Luisa Giordano, Melania Marrocco, Leonardo Ponzio, Stanislao Palmieri, Alessia Chiodo, Daniela Brusco, Antonello Antonelli, Silvia Perri, Antonio Cotroneo, Eugenio Barone, Mizar Oliva, Romana Cirillo, Fabio Gentile, Mariano Iusi, Joe Venneri, Maria Cristina Longo, Raffaella Gigante, Maria Canadè, Federica Costabile, Carmine Ciardullo, Francesco Bissoli, Marina Dattola, Francesco Del Viscio, Sara Cipolla, Bruna Cristiano, Anna Cira De Falco, Andrea Piccolo, Giuseppe Flavio Canonaco, Caterina Puccio, Francesco Lappano, Pierluigi Caputo, Alessandra Muoio, Luca Sardella, Marco Mormile, Alfredo Sansone, Vittorio De Luca, Pierluigi Mazza, Adele Borrelli, Matteo Marchese, don Franco Iaconetti, Martina De Bartolo, Luna Micieli, Francesco Iorfida, Nilde Grandinetti, Valentina Biafora, Daniele Sicilia, Maria Chiara Pelosi, Mariateresa Fanile, Salvatore Farraggina, Concetta Letizia, Silvio Donato, Tania Bozzo, Greta Lopetrone, Angela Del Mastro, Silvia De Santis, Roberta Russo, Simone Bruno, Angela Elia, Vincenzo Carlomagno, Rosita Calabrese, Elia Rampi, Veronica Perricone, Giulio Melicchio, Alessia Amelio, Eli Hajjar, Ylenia Fasanella, Claudia Bozzo, Francesca Santeramo, Simona Elia, Cooperativa ArcadiNoè, Francesca Morelli, Barbara Agapito, Fausta Marrazzo, Laura Bonghi, Irene Miano, Antonio Vadacchino, Paola Montanini, Edy Gloria Aiello, Lorenzo Coscarella, Maria Chiara, Pier Maria Prisco, Vincenzo Terracciano, Michele Angiocchi, Lucia Mazzei, Rossella Scavello, Massimiliano Reschini, Giuseppe Di Chiara, Antonio Leonetti, Francesco Farina, Nico Chirico, Mario Mansueto, Giuseppe Muoio, Giuseppe Falcone, Cristian De Luca, Sara Campolongo, Marina Castellano, Daniele Francesco Colombo, Monica Vallorani, Francesco Carlomagno, Egle De Bonis, Carmine Marrone, Alessandra Buffone, Alessia De Paola, Vanessa Coscarella, Pierpaolo Silano, Emilia Apolito, Valentina Veltri, Marco Chiappetta, Natascia Anna Lappano, Maria Francesca Asta, Claudia Pellegrino, Francesco De Luca, Chiara Manfredi, Biagio Prisco, Ilaria Furfaro, Stefano Veluti (e la segreteria nazionale MSAC con don Niccolò, Marco Maccolini, [e Saretta]), Enza Milanese, Lisa Scognamiglio, Carola Napoli, Pierpaolo De Gennaro, Roberta De Rose, Valeria Greco, Mario Scarpelli, Maria Teresa Gaudio, Carlo Carlucci/Chiara Ruggiero, Domenico Bonardi, Gianluca Toscano, Elena Poser, Francesco De Franco, Rocco Tripodi, Francesca Torchia, Mario Vanadia, Sara Restuccia, Giovanni Gaudio, Vincenzo Caruso, Maria Gabriella Di Chiara, Marco Pallone/Antonella Micieli, William Raffa, Alessandra Biafora, Luciana Marielle Ranieri, Davide Pezzano, Maria Antonietta Macchia (Titti) anche da parte di Lino, Marilena e Francesca, Domenico Costantino, Francesco Barritta, Lizia Cortese, Sonia Pupo, Raffaella Giacobini, Enza Andricciola, Andrea Celia Magno, Raimondo Cacciotto, Maria Francesca Mancuso, Manuela Spadea, Francesca De Rose, Teresa Filice, Francesco Terranova, Monica De Luca, Francesca Biamonte, Valentina De Rose, Andreina Pagini, Valentina La Verde, Eleana Perri, Maria Assunta Caruso, Marco Guida. ...e, in ritardo, Santo Caruso e Diletta Balduzzi, Fabio Costabile, Antonio Franco, Romina Ramazzotti, Angela Aiello.

DI PERSONA: Luigi, mamma, papà, Annalisa, Alba, Silvana, Luca Raschella, il collega di Luca Raschella, Sara Cipolla, le due studentesse che compilavano il piano di studi, la signora Mimma (studentessa anch’essa), Martina, Rosa, Valeria, Rosamaria, Noemi, Ida, Laura Luberto, Michele Angiocchi, Maria, Pierpaolino, Pierpaolo Silano, Gianluigi Angiocchi, Federica Pupo, Francesco Pupo, Vanessa, Angela Orrico, Annalisa Giordano, Wiera Ferraro, Luigi Licciardone.

TELEFONATE: zia Adriana, Alfonso, Rossella Tocci (!!), Giovanni De Gaetano, Maria Bello, Eugenio Vite, zia Nella, zia Mirella, Laura Luberto, Alessandra Luberto, Carmela, zia Nina, don Tommaso, Stefania Rendace,

CHIAMATE NON RISPOSTE: Annalisa Alvisio (anche dal telefono della mamma). Maria, Eugenio Vite, Serena Cianflone, Sabrina, Antonio Cotroneo, Antonella Aquino, Fra Carlo, Ivana.

MAIL: Vodafone, helpdesk dipendenti unical, Fabrizia Ciccone, Stefania Polito.

MESSAGGI FB: Padre Miguel, Andrea Favaro, Manuel Serino, Claudio Guarnaccia, Anna Maria Guerrieri, Michelangelo Angiocchi, Sonia Pupo, Alessandra Morano. E in ritardo Marina Luca.

MSN: Massimino Orrico.

SKYPE: Barbara Giammatteo.


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permalink | inviato da lapiazza il 4/12/2009 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
...in direzione contraria
post pubblicato in la piazza, il 25 novembre 2009


Non mi piace mandare a quel paese le persone, è un rifiuto e ho imparato che non è bello sentirsi rifiutato. E non parlo solo di rapporti amorosi, ma di relazioni in cui una porta in faccia fa male, tanto, ...e a lungo...

Però penso che a volte bisogna saper chiudere una porta su una situazione, un percorso, un momento... bisogna saper morire a se stessi; è il caso di rinunciare a un po' di strada fatta e scuotere la polvere dai propri piedi! Sono biblico, e non so nemmeno il perchè...

...non mando a quel paese nessuno, tranne me stesso e il mio non saper voltare pagina. Non so come e quando se ne esce ma è il caso di iniziare a remare in direzione contraria. ...di ostinato ci sono (stato) già io...

Nic




permalink | inviato da lapiazza il 25/11/2009 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il processo breve
post pubblicato in la piazza, il 23 novembre 2009





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Poesia densa di ricordi, parla di liberà e occupazioni
post pubblicato in Qumràn, il 31 ottobre 2009


Sant'Ambrogio
Giuseppe Giusti, 1845

Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco
per que' pochi scherzucci di dozzina,
e mi gabella per anti–tedesco
perché metto le birbe alla berlina,
o senta il caso avvenuto di fresco,
a me che, girellando una mattina,
capito in Sant'Ambrogio di Milano,
in quello vecchio, là, fuori di mano.

M'era compagno il figlio giovinetto
d'un di que' capi un po' pericolosi,
di quel tal Sandro, autor d'un romanzetto
ove si tratta di promessi sposi...
Che fa il nesci, Eccellenza? o non l'ha letto?
Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo riposi,
in tutt'altre faccende affaccendato,
a questa roba è morto e sotterrato.

Entro, e ti trovo un pieno di soldati,
di que' soldati settentrionali,
come sarebbe Boemi e Croati,
messi qui nella vigna a far da pali:
difatto, se ne stavano impalati,
come sogliono in faccia a' Generali,
co' baffi di capecchio e con que' musi,
davanti a Dio diritti come fusi.

Mi tenni indietro; ché piovuto in mezzo
di quella maramaglia, io non lo nego
d'aver provato un senso di ribrezzo,
che lei non prova in grazia dell'impiego.
Sentiva un'afa, un alito di lezzo:
scusi, Eccellenza, mi parean di sego
in quella bella casa del Signore
fin le candele dell'altar maggiore.

Ma in quella che s'appresta il sacerdote
a consacrar la mistica vivanda,
di sùbita dolcezza mi percuote
su, di verso l'altare, un suon di banda.
Dalle trombe di guerra uscìan le note
come di voce che si raccomanda,
d'una gente che gema in duri stenti
e de' perduti beni si rammenti.

Era un coro del Verdi; il coro a Dio
là de' Lombardi miseri assetati;
quello: O Signore, dal tetto natio,
che tanti petti ha scossi e inebriati.
Qui cominciai a non esser più io
e, come se que' cosi doventati
fossero gente della nostra gente,
entrai nel branco involontariamente.

Che vuol ella, Eccellenza, il pezzo è bello,
poi nostro, e poi suonato come va;
e coll'arte di mezzo, e col cervello
dato all'arte, l'ubbie si buttan là.
Ma cessato che fu, dentro, bel bello
io ritornava a star come la sa:
quand'eccoti, per farmi un altro tiro,
da quelle bocche che parean di ghiro

un cantico tedesco lento lento
per l'âer sacro a Dio mosse le penne.
Era preghiera, e mi parea lamento,
d'un suono grave flebile solenne,
tal che sempre nell'anima lo sento:
e mi stupisco che in quelle cotenne,
in que' fantocci esotici di legno,
potesse l'armonia fino a quel segno.

Sentìa nell'inno la dolcezza amara
de' canti uditi da fanciullo; il core
che da voce domestica gl'impara,
ce li ripete i giorni del dolore:
un pensier mesto della madre cara,
un desiderio di pace e di amore,
uno sgomento di lontano esilio,
che mi faceva andare in visibilio.

E quando tacque, mi lasciò pensoso
di pensieri più forti e più soavi.
«Costor», dicea tra me, «Re pauroso
degl'italici moti e degli slavi,
strappa a' lor tetti, e qua senza riposo
schiavi gli spinge per tenerci schiavi;
gli spinge di Croazia e di Boemme,
come mandre a svernar nelle maremme.

A dura vita, a dura disciplina,
muti, derisi, solitari stanno,
strumenti ciechi d'occhiuta rapina,
che lor non tocca e che forse non sanno:
e quest'odio, che mai non avvicina
il popolo lombardo all'alemanno,
giova a chi regna dividendo, e teme
popoli avversi affratellati insieme.

Povera gente! lontana da' suoi,
in un paese qui che le vuol male,
chi sa che in fondo all'anima po' poi
non mandi a quel paese il principale!
Gioco che l'hanno in tasca come noi».
Qui, se non fuggo, abbraccio un caporale,
colla su' brava mazza di nocciolo,
duro e piantato lì come un piolo.
Da amantea
post pubblicato in la piazza, il 25 ottobre 2009





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"Oggi ho visto una pornostar!"
post pubblicato in Il Sicomoro, il 15 ottobre 2009


...sono queste le parole che sabato scorso dicevano Francesco e Simone prima dell'incontro dei giovanissimi. I due ragazzi, insieme ai loro amici, raccontavano come la mattina la loro scuola avesse organizzato un incontro per gli studenti con una pornostar! Non c'era altra traccia, inizialmente, dei contenuti dell'incontro nei loro racconti.
Mi ritengo una persona di larghe vedute, ma sentire un'espressione simile mi ha colpito e così, mosso da curiosità, ho cercato di capire che cosa fosse successo realmente. In due anni di ssis passati a studiare POF e programmazioni non avevo mai sentito nulla di simile nelle proposte formative delle scuole!!!
...Simone parlava di Claudia Koll, invitata nella sua scuola a raccontare della sua conversione. Tra i ragazzi della scuola il nome di questa attrice (ormai sconosciuto per le generazioni più giovani della mia) si collega molto più chiaramente con il suo passato di attrice hot che non per una storia di fede.
Ci tengo a precisare che Simone e Francesco sono, a mio giudizio, due adolescenti abbastanza in gamba: non sono due tonti che fanno battute senza senso e li ritengo abbastanza maturi...
...ma allora mi chiedo: ...a cosa serviva?!?!?!?
Questo incontro con C. K. era inserito in una tregiorni "missionaria" (e le virgolette per me sono d'obbligo) proposta dalla Pastorale Giovanile della forania Urbana di CS e dall'Ufficio missionario. Le impressioni di Simone e Francesco confermano, al di là di ogni mia aspettativa, le idee che avevo già da tempo a riguardo: non ha senso pregare con un vip!
Queste esperienze sono, a mio avviso, davvero diseducative: sono certo delle buone intenzioni di chi l'ha pensata ma...i risultati ci dimostrano il contrario!
Si pensa che un nome 'altisonante' possa attrarre la gente: ma abbiamo bisogno di nomi?! Non è abbastanza attraente il nome di Gesù e il suo Vangelo?!?!?! E, soprattutto, queste storie "straordinarie" mettono da parte le tante 'piccole conversioni' che avvengono nell'ordinario di ciascuno. La fede cristiana non è questo secondo me.
Ho invitato i giovanissimi, proprio in quanto adolescenti che hanno un cammino di fede alle spalle, a non partecipare ad eventuali altri incontri simili: gli ho detto che per loro è una testimonianza più preziosa quella dei propri genitori, o dei loro responsabili, che giorno dopo giorno offrono il loro quotidiano al Signore e che, anche se non hanno mai girato una fiction, rendono la loro vita straordinaria perchè concreta, reale!!!
Gli ho detto anche che per i loro compagni la testimonianza più preziosa sono loro stessi, adolescenti 'normali' con i loro stessi problemi, vite simili, che si sforzano di essere coerenti, gioiosi, disponibili all'incontro e all'accoglienza come Gesù gli chiede. Forse è una testimonianza meno scintillante, più silenziosa... forse il loro nome non sarà mai su un manifesto della pastorale giovanile e probabilmente non si riempirà mai una chiesa per ascoltarli ...ma la loro vita può parlare realmente e in maniera più incisiva ai giovanissimi!! (ci sarebbe qui tutta una discussione sul primo annuncio nelle scuole e tra gli adolescenti che mi riservo di fare altrove)
Non ce l'ho assolutamente con Claudia Kohl, anzi sono contento del suo incontro con il Signore: ma non vedo perchè questo incontro la debba trasformare in una "santona" che gira l'Italia come se una vera 'vip religiosa': avrei apprezzato molto di più questa sua conversione se  lei avesse continuato la sua professione di attrice, donna di spettacolo, magari con uno stile e un senso aggiunto; quella di una vita che è dono di Dio...
...non credo che questi incontri aiutino i giovani ad avvicinarsi alla Chiesa, penso anzi che facciano leva su un senso di curiosità per trasmettere un'idea sbagliata di cammino cristiano! E queste idee sono poi molto più difficili da scardinare...
....sono idee del tipo: "io in chiesa ci vado se mi sento di andarci", "se c'è qualcuno di speciale che mi parla", "se il parroco e figo e simpatico partecipo"...
...un cammino dura tutti i giorni, tutta una vita, Claudia Koll viene una volta l'anno...
...o almeno lo spero...

Rimane, e questo tengo molto a ripeterlo a chiunque legga questo articolo, che il risultato di questo incontro è che se oggi a scuola c'è qualcosa di nuovo è l'incontro con una pornostar!!!

Ciascuno tragga le sue conclusioni.

Nic






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indignatio facit versum
post pubblicato in la piazza, il 8 ottobre 2009


E torno a scrivere...
...quando indignatio facit versum, come direbbe il grande Giovenale... a qualcuno devo pure urlare...

...non mi soffermo a parlare del lodo Alfano, della sconfitta di Berlusconi (perchè secondo me non è una sconfitta, semplicemente anche il delirio di onnipotenza ogni tanto deve sottostare alle leggi dello stato democratico), o della giustizia di destra o sinistra...

...ma ieri sera, rientrato a casa mi sono soffermato a guardare, ebbene sì a volte ci passo, la scena di Porta a Porta e non possono non notare alcune cose:

1. Bruno Vespa: quando Berlusconi ha chiamato, non dava praticamente mai la parola a nessuno...
...ma dico io, un contraddittorio quest'uomo non riesce proprio a sostenerlo?! possibile che non possa confrontarsi mai con nessuno?!!???

2. Io di solito passo per maschilista, ma davvero l'insulto a Rosi Bindi è stato volgare e offensivo. Lui continua a ragionare sull'idea che una donna 'debba' essere bella e affascinante; ma a me se una politica è bella non me ne frega nulla!!! Mi interessa che sia competente, onesta, seria nel suo impegno... chi cazzo se ne frega se è bella!?!??! ...e poi, anche se accettassi (ma non lo accetto proprio!!!) la versione secondo cui la sua battuta fosse solo un modo sarcastico per dire alla Bindi che è ignorante... dico...ma da quale pulpito viene la battuta!!! La sua grossolanità è insuperabile, almeno Rosi Bindi ha studiato (e ha studiato alla scuola di Bachelet, un uomo delle istituzioni, altro che sto pazzo)... La battuta di Berlusconi rivelava davvero un vecchio acido e poco serio; lo sguardo di chi non sa andare oltre le cose, oltre le apparenze, alla sostanza!

3. Berlusconi, con le illazioni sui rapporti tra il presidente e i membri della Corte Costituzionale (che caro Castelli, va scritta maiuscolo in quanto è un organo importante, pilastro della democrazia!), ha davvero gettato la maschera: per lui le istituzioni, la politica sono un affare 'personale' e personalistico direi; si va avanti a pressioni, telefonate, consigli e non secondo la legge...
Mi viene di pregare per lo stato e ...di costruire qualcosa!!!

buon giovedì a tutti

nic




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Gli abiti nuovi dell'imperatore
post pubblicato in Qumràn, il 12 luglio 2009


Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tanto possedere abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con la massima eleganza. Non si curava dei suoi soldati, non si curava di sentir le commedie o di far passeggiate nel bosco, se non per sfoggiare i suoi vestiti nuovi: aveva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: - E' in Consiglio! - di lui si diceva sempre:
- E' nello spogliatoio -
Nella grande città, dove egli abitava, ci si divertiva molto. ogni giorno arrivavano stranieri, e una volta vennero due impostori; si spacciarono per tessitori e dissero che sapevano tessere la stoffa piu straordinaria che si poteva immaginare. Non solo i disegni e i colori erano di singolare bellezza, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili a quegli uomini che non erano all'altezza della loro carica o che erano imperdonabilmente stupidi.
- Sarebbero davvero vesti meravigliosi! - pensò l'imperatore - Con quelli indosso, io potrei scoprire quali uomini nel mio regno non sono degni della carica che hanno; potrei distinguere gli intelligenti dagli stupidi. Ah! si! mi si deve tessere subito questa stoffa! -
E diede molti soldi in mano ai due impostori perchè incomiciassero a lavorare.
Essi montarono due telai, fecero finta di lavorare, ma non avevano assolutamente niente sul telaio. Chiesero senza complinenti la seta più bella e l'oro piu brillante, li ficcarono nella loro borsa e lavorarono con i telai vuoti, senza smettere mai, fino a tarda notte.
- Adesso mi piacerebbe sapere a che punto è la stoffa! - pensò l'imperatore; ma in verità si sentiva un po' agitato all'idea che una persona stupida, o non degna della carica che occupava, non avrebbe potuto vederla. Egli, naturalmente, non pensava di dover temere per sè; tuttavia preferì mandare un altro, prima, a vedere come andava la faccenda.
Tutti gli abitanti della città sapevano dello straordinario potere della stoffa, e ognuno era desideroso di conoscere quanto incapace o stupido fosse il proprio vicino di casa.
- Manderò dai tessitori il mio vecchio, bravo ministro! - pensò l'imperatore. - Egli può vedere meglio degli altri che figura fa quella stoffa, perchè è intelligente e non c'è un altro che sia come lui all'altezza del proprio compito! -
Così quel vecchio buon ministro andò nella sala dove i due tessitori lavoravano sui telai vuoti: - Dio mio! - pensò spalancando gli occhi - non vedo proprio niente! - Ma non lo disse forte.
I due tessitori lo pregarono di avvicinarsi, per favore, e gli domandarono se il disegno e i colori erano belli; e intanto indicavano il telaio vuoto. Il povero vecchio continuò a spalancare gli occhi, ma non riuscì a vedere niente perchè non c'era niente.
- Povero me! - pensò. - Sono dunque stupido? Non l'avrei mai creduto! Ma ora nessuno deve saperlo! O non sono adatto per questa carica? No, non posso andare a raccontare che non riesco a vedere la stoffa! -
- E allora, non dice niente? - chiese uno dei tessitori.
- Oh! incantevoli, bellissimi! - esclamò il vecchio ministro, guardando da dietro gli occhiali. - Che splendidi disegni, che splendidi colori! Sì, sì ! dirò all'imperatore che mi piacciono in un modo straordinario! -
- Ah! ne siamo davvero contenti! - dissero i due tessitori, e presero a enumerare i colori e a spiegare la bizzarria del disegno. Il vecchio ministro stette bene a sentire per ripetere le stesse cose, quando fosse tornato dall'imperatore; e così fece.
Allora i due impostori chiesero altri soldi, e ancora seta e oro; l'oro occorreva per la tessitura. Si ficcarono tutto in tasca, e sul telaio non ci arrivò neanche un filo. Tuttavia essi seguitarono, come prima, a tessere sul telaio vuoto.
Dopo un po' di tempo l'imperatore mandò un altro valente funzionario, a vedere come procedeva la tessitura, e a chiedere se la stoffa era finita. Gli successe proprio come al ministro; guardò, guardò; ma siccome non c'era niente all'infuori dei telai nudi, non potè vedere niente.
- Non è forse una bella stoffa? - dissero i due impostori; e gli mostravano e gli spiegavano il bellissimo disegno che non c'era per niente.
- Stupido che sono! - pensò l'uomo. - Dunque, vorrà dire che non sono degno della mia alta carica? Sarebbe molto strano! Ma non bisogna farsi scoprire ! - E così prese a lodare il tessuto che non vedeva, e parlò del piacere che gli davano quei bei colori e quei graziosi disegni.
- Sì, è proprio la stoffa piu bella del mondo! - disse all'imperatore.
Tutti i cittadini discorrevano di quella stoffa magnifica. Allora l'imperatore stesso volle andare a vederla mentre era ancora sul telaio. Con uno stuolo di uomini scelti, tra i quali anche quei due bravi funzionari che già c'erano stati, egli si recò dai due astuti imbroglioni che stavano tessendo con gran lena, ma senza un'ombra di filo.
- Eh!? non è "magnifique"? - dissero i due bravi funzionanari. - Guardi, Sua Maestà, che disegni, che colori! - E indicavano il telaio vuoto, perchè erano sicuri che gli altri la vedevano, la stoffa.
- Che mi succede? - pensò l'imperatore. - Non vedo nulla! Terribile, davvero! Sono stupido? O non sono degno di essere imperatore? Questa è la cosa piu spaventosa che mi poteva capitare! -
- Oh! bellissimo! - disse. - Vi concedo la mia suprema approvazione! - E annuiva soddisfatto, contemplando il telaio vuoto; non poteva mica dirlo, che non vedeva niente! Tutti quelli che s'era portato dietro, guardavano, guardavano, ma, per quanto guardassero, il risultato era uguale; eppure dissero, come l'imperatore:
- Oh! bellissimo! - E gli suggerirono di farsi fare, con quella stoffa meravigliosa, un vestito nuovo da indossare al grande corteo che era imminente.
- Magnifique! Carina, excellent! - dicevano l'un l'altro; e sembravano tutti profondamente felici, dicendo queste cose.
L'imperatore diede ai due impostori la Croce di Cavaliere da appendere all'occhiello e il titolo di Nobili Tessitori.
Per tutta la notte, prima del giorno in cui doveva aver luogo il corteo, gli imbroglioni restarono alzati con piu di sedici candele accese; tutti potevano vedere quanto avevano da fare per ultimare i vestiti nuovi dell'imperatore. Finsero di staccare la stoffa dal telaio, con grandi forbici tagliarono l'aria, cucirono con ago senza filo e dissero infine:
- Ecco, i vestiti sono pronti ! - Giunse, allora, l'imperatore in persona, con i suoi più illustri cavalieri: e i due imbroglioni tenevano il braccio alzato come reggendo qualcosa e dicevano:
- Ecco i calzoni, ecco la giubba, ecco il mantello! - e così via di seguito.
- E' una stoffa leggera come una tela di ragno! Si potrebbe quasi credere di non avere niente indosso, ma è appunto questo, il suo pregio ! -
- Si! - dissero tutti i cavalieri, ma non vedevano niente, perchè non c'era niente.
- E adesso, vuole la Sua Imperiale Maestà graziosamente consentire a spogliarsi? - dissero i due imbroglioni.
- Così noi Le potremo mettere questi vestiti nuovi proprio qui, dinanzi alla specchiera! -
L'imperatore si spogliò e i due imbroglioni fingevano di porgergli, pezzo per pezzo, gli abiti nuovi, che, secondo loro, andavano terminando di cucire; lo presero per la vita, come per legargli qualcosa stretto stretto: era lo strascico e l'imperatore si girava e si rigirava davanti allo specchio.
- Dio, come sta bene! Come donano al suo personale questi vestiti! - dicevano tutti.
- Che disegno! Che colori! E' un costume prezioso ! -
- Qui fuori sono arrivati quelli col baldacchino che sarà tenuto aperto sulla testa di Sua Maestà durantc il corteo! - disse il Gran Maestro del Cerimoniale.
- Si, eccomi pronto! - rispose l'imperatore. - Non è vero che sto proprio bene? - E si rigirò un'altra volta davanti allo specchio fingendo di contemplare la sua tenuta di gala.
I ciambellani che dovevano reggere lo strascico, finsero di raccoglierlo tastando per terra; e si mossero stringendo l'aria: non potevano mica far vedere che non vedevano niente!
E così l'imperatore aprì il corteo sotto il sontuoso baldacchino e la gente per le strade e alle finestre diceva:
- Dio! Sono di una bellezza incomparabile, i vestiti nuovi dell'imperatore! Che splendida coda dietro la giubba! Ma come gli stanno bene! -
Nessuno voleva mostrare che non vedeva niente, perchè se no significava che non era degno della carica che occupava, oppure che era molto stupido. Nessuno dei tanti costumi dell'imperatore aveva avuto tanta fortuna.
- Ma se non ha niente indosso ! - gridò un bambino.
- Signore Iddio! La voce dell'innocenza! - disse il padre; e ognuno sussurrava all'altro quello che aveva detto il bambino.
- Non ha niente indosso! C'è un bambino che dice che non ha niente indosso! -
- Non ha proprio niente indosso! - urlò infine tutta la gente.
E l'imperatore si sentì rabbrividire perchè era sicuro che avevano ragione; ma pensò: "Ormai devo guidare questo corteo fino alla fine!" E si drizzò ancor piu fiero e i ciambellani camminarono reggendo la coda che non c'era per niente. 



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20 scuole
post pubblicato in la piazza, il 8 luglio 2009





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Domani niente scuola
post pubblicato in Qumràn, il 5 luglio 2009




Ci ho messo tanto, in questa primavera di sostegno, a leggere un libro. Anche se si trattava di un libro breve praticamente leggevo 10 pagine a settimana.
Il libro, però, è proprio valido. A qualcuno forse ne ho già parlato, si chiama Domani niente scuola di Andrea Bajani. E' un libro-racconto di un giornalista che si mette in viaggio per un mese seguendo tre gite scolastiche. Credo sia utile a molti: ai genitori, che possono buttare un pò oltre lo sguardo sui propri figli; agli insegnanti e agli studenti per osservarsi un pò; e a chiunque sia interessato ad andare oltre gli stereotipi sugli adolescenti.
Il libro, di facilissima lettura, è un intreccio di racconti, aneddoti, chiacchierate: l'autore vuole dimostrare come in fondo gli adolescenti siano sempre gli stessi, ma è cambiato solo il mondo che sta attorno a loro.
Devo dire che, se da un lato Bajani vuole andare oltre i luoghi comuni, dall'altra comunque per descrivere gli adolescenti usa delle categorie preconcettualizzate: la chat, gli sms, gli emo, le famiglie disastrate, le converse, etc...
...ok, ok, gli adolescenti italiani non sono assolutamente solo questo ma... non si capisce cosa altro siano per l'autore che li descrive come una generazione che è ancora capace di af-fidarsi. Del resto il suo libro non ha alcuna pretesa scientifica nè sociologica quindi non si può certo chiedere un approfondimento.
Unico appunto: ne esce comunque un'immagine un pò edulcorata: io non ci credo che di tre classi in gita scolastica questo non abbia notato un festino con alcol o spinelli!!!!

Voto: 7



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uscito dal tunnel delle abilitazioni
post pubblicato in la piazza, il 29 giugno 2009


Mi sono abilitato. Ora mi sono anche abilitato specializzato.
Ora, oltre che un dottore in lettere, sono un professore, un docente...
...mi premeva fare un'osservazione - magari breve - sul sistema di formazione e reclutamento dei docenti italiani: la cosiddetta SSIS (Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario), che con il mio esame di sabato ha chiuso i battenti, almeno con questa formula e questo nome.
Di fatto nasce dal presupposto che chi è laureato in Latino, Greco, Storia, Filosofia, o Fisica non è detto che sappia insegnare le stesse discipline. E lo stesso concorso che la ssis ha sostituito si limitava ad accertare la conoscenza delle materie da insegnare e non a verificare le capacità didattiche dei futuri docenti.
La ssis ha proposto quindi per 10 anni a giovani (ma anche a moooolto meno giovani) laureati un semestre introduttivo denso di discipline socio-psico-pedagogiche e successivamente tre semestri dedicati alla didattica delle discipline che si andranno a insegnare. Il costo delle tasse dei due anni di questa scuola è superiore ai 3mila euro, senza contare alcuni testi da comprare, la mensa, i viaggi e tutte le altre spese 'collaterali' ad un corso di studio universitario. I due anni di ssis sono accompagnati da diverse ore di tirocinio diretto e indiretto in una scuola.
Il grande 'beneficio' della ssis sono i cosiddetti 42 punti che assegna a chi si abilita con il massimo dei punti (ovvero il 99% dei corsisti ...e vorrei ben vedere il contrario, dopo avere sborsato circa 4mila euro per un'abilitazione!!!!) da inserire nelle cosiddette Graduatorie ad esaurimento per l'immissione in ruolo dei docenti. E questo mi ha fatto pensare come oggi contino di più questi titoli 'a pagamento' che non la preparazione e la competenza di un laureato che si evince dal voto di laurea e dal tempo impiegato a conseguire il titolo!!! Questa sensazione di 'straniamento' mi ha accompagnato per due anni, anche quando mi iscrivevo ai corsi di perfezionamento (e mi iscriverò presto anche ai master!) per racimolare qualche punticino per la mia raccolta!!!

Devo affermare 3 semplici considerazioni:
- non è vero, come spesso si sente dire, che la SSIS non serve a nulla: in effetti alcuni corsi o attività non sono molto formativi; ma in generale ci ha dato un'idea abbastanza diretta del sistema-scuola, della normativa, e dei programmi e metodologie per insegnare le materie umanistiche.
- il tirocinio è la punta di diamante di questo percorso: l'incontro diretto con la scuola, con una classe e dei singoli studenti è un momenti di alta formazione, specialmente quando è supportato da basi teoriche importanti, e confronto e osservazione con i colleghi. A tale riguardo credo sia fondamentale che i tirocinanti vengano assegnati a docenti realmente in gamba, conclusi, che non rubano soldi allo stato insomma....
-infine, mi rimane la sensazione che insegnare, oggi più che mai sia una bella sfida; una delle professioni per cui servono più competenze ma anche una delle più gratificanti (non economicamente Mariastèèèèè!!) per una persona. Credo che le conoscenze servano quanto le competenze e che la formazione dei cittadini parta da queste semplici esperienze ordinarie.
- (punto 4bis) Ho conosciuto tanti colleghi in gamba, speciali, proprio conclusi, bella gente insomma! ...e un pò di minchiette c'erano pure....

Questo non vuol dire che non ci sono limiti e problemi, questo non vuol dire che alcune cazzate potevamo certamente risparmiarcele...
...ma di queste scorie (e non storie) ne parlerò un'altra volta, magari quando vi racconto del corso di sostegno che ha racchiuso in sè tutti i limiti e il vuoto che la ssis presentava.

Un abbraccio a tutti


nic

PS: si vede che sono un pò + libero, ho ripreso a scrivere interventi fiume come dice manuelino!!!





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in bocca al lupo!
post pubblicato in la piazza, il 25 giugno 2009





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...sotto la soglia di povertà
post pubblicato in la piazza, il 15 giugno 2009





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fuori o dentro
post pubblicato in Diario, il 12 giugno 2009


Quando c'è una canzone che mi racconta, il blog diventa un vero diario; c'è tutta la mia storia degli ultimi tre mesi; le lacrime per la comunione non raggiunta, la speranza per domani; il dubbio sul da farsi, il sentirsi sospeso.
Niccolò Fabi supera tutti, w i filologi!



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Prima della verifica di fine anno, per imparare a ridere di sè...
post pubblicato in Il Sicomoro, il 11 giugno 2009





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...con una lacrima e in attesa piena di speranza
post pubblicato in Diario, il 3 giugno 2009


Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

(E. Montale)



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Poesie di adolescente/2
post pubblicato in Diario, il 2 giugno 2009


Merda

Dov'è quella gioia
che illuminava il tuo viso;
si è persa
inseguendo una speranza
...di poi cosa?!
Dov'è quella santità che tanto proclamavi
sgozzando, però, la giustizia...
e infine dove
sei tu.
Hai lasciato
vie conosciute
per l'odio, la menzogna
e ora
non riesci a
tornare
ad un'anima che piange,
forse soffre,
ma non spera più.



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Poesie di adolescente
post pubblicato in Diario, il 2 giugno 2009


Nel battito di un soffio
il buio
si è trovato luce.
Mi vedo così altro.
Non trovo più le coordinate,
o i punti fermi di un anno fa.
Come alla fine di una storia
mi sembra di svegliarmi
da un lungo sogno.
Rivedo i personaggi,
le storie ancora più.
Ora il mio angelo piange,
lei, protagonista della storia.
Si è ferita, punta con le sue stesse spine,
e ora il giardino della rosa è diverso:
altri fiori, altri animali, altre piante...
...è un'altra stagione; c'è un'altra luce.



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ad occhi chiusi
post pubblicato in Diario, il 1 giugno 2009


Proprio oggi mi sono preso una giornata di semilbeirtà e sono caduto in un sonno profondo molto vicino alla catalessi; dormire fa bene, è importante...mi sono reso conto che forse avevo un pò di sonno arretrato. In compenso preferisco anche camminare, in salita, e costruire... ho voglia di rimettermi a studiare a vivere esperienze nuove...
...proprio per questo carico questo video che mi piace molto, nel tentativo di aggiornare questo spazio almeno una volta ogni 15 giorni e non tanto (non solo!) per te che me lo hai chiesto, ma perchè scrivere aiuta a ricordare e ordinare, benedire e ringraziare, insomma è parte di me!

auguro a tutti un buon ponte di sonno e libri

n.





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hominem pagina nostra sapit
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2009


Non riesco nemmeno a capire perchè negli ultimi mesi non ho scritto nulla: sono stati intensi nel cuore e nell'agenda. Ma credo che la mia vita abbia sempre più il sapore dell'uomo e della sua vita, con i tanti colori e le diverse esperienze: il precariato, la corsa, l'incertezza e tanta speranza. Mi piace essere parte di questo mondo, anche se ogni tanto - proprio come questa calda domenica di maggio passata a casa - c'è da sudare.





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mi piace molto la canzone (sia nella versione di Baroni che di Giorgia) la dedico a Giovanni
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2009






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fratel Carlo...
post pubblicato in Il Sicomoro, il 5 marzo 2009


Scrivere sul blog fa bene a me. Mi è utile, credo, poi rileggermi ogni tanto e magari provare a tracciare una verifica dei passi recenti.
Volevo scrivere un breve post per Graffitiblog su Carlo Carretto, purtroppo il sito in questa settimana sta avendo un pò di problemi tecnici e allora arricchisco le mie riflessioni quaresimali sulla piazza. L'occasione nasce dalla concessione  all'AC da parte del comune di Spello del convento di San Girolamo dove nel 65 Carlo Carretto fondò la sua comunità orante. Ci sono dei testi di Carretto che hanno formato in maniera forte il mio cammino, che mi hanno fatto appassionare all'associazione, mi hanno reso responsabile del mio cammino spirituale, hanno dato spessore ad alcune mie idee e smontato alcuni catafalchi mentali nella mia testa: insomma, per me Carlo Carretto è in qualche modo proprio uno di famiglia!
Cito solo un testo su tutti, si chiama "Lettere dal deserto" e ne consiglio a tutti la lettura, a me per prim che ho regalato la mia copia!

Vi lascio quindi con un suo pensiero, che provo a masticare un pò in questo pomeriggio di pausa quaresimale quanto piovosa.

Buona lettura

Nic

A questo punto mi sembra avvertire in te, amico, una domanda, accompagnata da un sorriso leggermente triste:
"E allora: bisogna andare tutti nel deserto? Quale valore ha l'azione, l'impegno tra gli uomini, l'immergersi come lievito in questa città terrena? Com'è possibile ciò? Il deserto è lontano; mai potrò...".
Sapevo che tu pensavi a ciò; ed è assolutamente necessario spiegarci con tutta chiarezza; perché ne va di mezzo addirittura uno scandalo per la tua anima, di cui posso involontariamente essere la causa. Charles de Foucauld un giorno ebbe a dire: "Se la vita contemplativa fosse solo possibile dietro le mura di un convento o nel silenzio del deserto, dovremmo, per essere giusti, dare un piccolo convento ad ogni madre di famiglia e il lusso di un po' di deserto ad un povero manovale che è obbligato a vivere nel chiasso di una città per guadagnarsi duramente il pane".
Non è così? Fu la visione stessa della realtà in cui vive parte dell'umanità povera a determinare in lui la crisi centrale della sua vita, quella crisi che lo doveva portare così lontano dalla sua prima concezione di vita religiosa.
Charles de Foucauld, come sapete, era trappista e aveva scelto la trappa più povera che esistesse, quella di Akbes in Siria. Un giorno il suo Superiore lo mandò a vegliare un morto, vicino al convento. Era un arabo cristiano deceduto in una povera casa. Quando fratel Carlo si trovò nel tugurio del morto e vide attorno al cadavere la vera povertà fatta di figli affamati e di una vedova indifesa, debole e senza alcuna sicurezza sul pane del giorno dopo, entrò in quella crisi spirituale che lo avrebbe fatto uscire dalla Trappa, cercando un quadro di vita religiosa così diverso dal primo.
"Noi che abbiamo scelto l'imitazione di Gesù e di Gesù crocifisso, siamo ben lontani dalle prove, dalle pene, dall'insicurezza e dalla povertà a cui sono sottoposte queste popolazioni.
"Non voglio più un convento troppo stabile; voglio un convento piccolo come la casetta di un povero operaio che non è sicuro se domani troverà lavoro e pane e che partecipa con tutto il suo essere alla sofferenza del mondo".
"Oh, Gesù, un convento come la tua casa di Nazaret per annientarmi, scomparire come hai fatto Tu quando sei venuto fra noi" (Charles de Foucauld, Écrits spirituels).
E uscito dalla Trappa, costruirà la sua prima fraternità a Beni Abbes nel Sahara e poi a Tamanrasset, dove morirà trucidato dai Tuareg.
La "fraternità" doveva somigliare alla casa di Nazaret, quindi ad una delle molte case che tu incontri lungo le strade del mondo.
Ma allora aveva rinunciato alla contemplazione? allora aveva affievolito il suo ardente spirito di preghiera? No; aveva fatto un passo avanti: aveva accettato di vivere la vita contemplativa lungo le strade, in un quadro di vita somigliante a quello di tutti gli uomini. Ciò è ben più duro!




permalink | inviato da lapiazza il 5/3/2009 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Di ritorno dal ritiro
post pubblicato in la piazza, il 1 marzo 2009


"Non c'è tempo, non c'è limite, non c'è niente di impossibile!?!?!"




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Il momento favorevole
post pubblicato in Il Sicomoro, il 26 febbraio 2009


Oggi in parrocchia a Messa (bella messa, bella comunità, splendidi giovanissimi vispi, tanti volti in cammino) ho letto la seconda lettura. Di solito ricordo sempre la prima lettura delle ceneri con Gioele che annuncia il giorno di conversione. San Paolo invece qui mi ricorda l'ansia di un fratello che ama i fratelli e gli chiede di lasciarsi riconciliare con Dio! C'è l'affetto, la voglia di condividere un cammino, il bisogno di salvarsi insieme, e di dirsi il valore di un amore!
Io rientro nel mio calendario sovraffollato di persone da amare, momenti per crescere, speranze da costruire...
...fioretto per la Quaresima: come?! non si è capito?!?!?

e va bè magari ve ne accorgerete, se no pazienza! ...dobbiamo accettare i nostri limiti, se no come lo facciamo il ritiro giovanissimi domenica?!

buona serata

nic!


Fratelli, noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.  
E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: "Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso".  
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

(2Cor 5,20-6,2)



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meglio un amico vicino che un fratello lontano
post pubblicato in Il Sicomoro, il 24 febbraio 2009


Riprendo a scrivere per questa Quaresima. La mia scelta, meditata, era una pausa di silenzio nel tempo ordinario, da vivere prima che da raccontare. Ho scelto di lasciare anche questo spazio senza braccia e con i piedi scalzi e per un certo tratto forse mi è servito. Credo scriverò molto spesso (o almeno ho intenzione di provarci). Oggi vengo da una giornata abbastanza estenuante quando (relativa temporale e non come crede qualcuno che non ha mai letto Pirandello, un errore di ortografia) era pungente il freddo.

Provo a iniziare questo cammino di conversione (e solo Dio sa quanto ne ho bisogno!) con la meditazione del libro dei Proverbi; mi ricorda le mie amicizie forti, la saggezza che offre alla vita la svolta di un sorriso e la forza di chi rimane con i piedi per terra, scalzi. Prego questi versetti con gli occhi pieni di una cima da scalare; di un debito che si fa luce e speranza, lui forse (non) sa nemmeno il perchè.


Buona lettura e buona Quaresima a tutti!


nic


Non ti vantare del domani,

perché non sai neppure che cosa genera loggi.

Ti lodi un altro e non la tua bocca,

un estraneo e non le tue labbra.

La pietra è greve, la sabbia è pesante,

ma più delluna e dellaltra

lo è il fastidio dello stolto.

La collera è crudele, lira è impetuosa;

ma chi può resistere alla gelosia?

Meglio un rimprovero aperto

che un amore celato.

Leali sono le ferite di un amico,

fallaci i baci di un nemico.

Gola sazia disprezza il miele;

per chi ha fame anche lamaro è dolce.

Come un uccello che vola lontano dal nido

così è luomo che va errando lontano dalla dimora.

Il profumo e lincenso allietano il cuore,

la dolcezza di un amico rassicura lanima.

Non abbandonare il tuo amico né quello di tuo padre,

non entrare nella casa di tuo fratello

nel giorno della tua disgrazia.

Meglio un amico vicino che un fratello lontano.

(Proverbi 27, 1-10)




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...a piedi nudi e senza braccia
post pubblicato in Il Sicomoro, il 29 dicembre 2008



La mia settimana natalizia è iniziata a Fuscaldo in occasione del ritiro di Settore Giovani parrocchiale. Nella cappella dei padri Passionisti c'è un crocifisso (questo nella foto) che non ha le braccia. La sua immagine mi ha accompagnato per tutta questa settimana. Chiaramente il crocifisso non è stato pensato in questo modo, sarà stato danneggiato nei secoli; ma ha un fascino tutto particolare.
Questa immagine è un pò lo sfondo del mio Natale e l'augurio che porto nel cuore: mi piace pensare che Gesù si sia voluto mostrare a me senza le braccia, senza compiere nessuna azione. Gesù mi ricorda che prima di operare miracoli, prima di camminare per le strade della Galilea, prima di ammaestrare gli apostoli 'è - semplicemente - stato' un uomo. Il mistero del Natale è quindi tutto nell'essere...
...c'è gioia in un Bambino che nasce ancora prima che inizi a operare.
Gesù mi ha chiamato quindi a capire chi volessi essere, Gesù continua a parlarmi in quell'immagine un pò truce ma forte. Il mio Natale quest'anno non è stato molto dolce, ma forse - proprio per questo - è stato un pò più Natale degli altri anni. Nel pensare il mio biglietto per Giovanni mi è venuto in mente che spesso nessuno pensa alle scene 'meno poetiche' del presepe: perchè nessuno rappresenta Maria come una donna stanca, consumata?! E perchè, quando spesso nei nostri presepi ci sono i re magi, non vengono rappresentati gli innocenti uccisi da Erode?! E perchè se c'è la neve, tanta farina, non si vede che la Santa Famiglia, come i pastori, morivano di fame perchè senza pane?!?!?
Allora ho pensato che il Natale non deve farmi sentire più buono, ma deve svelarmi come più egoista, falso, fragile, povero! Deve svelare le mie braccia che non ci sono... Se Gesù si fa uomo è perchè vuole che io mi guardi bene in faccia e capisca che razza di uomo sono e quale uomo vorrei essere perchè possa camminare in quella direzione: provo a muovere qualche passo...

...c'è un'altra immagine che mi accompagna dalla 2 giorni: un'adorazione a piedi scalzi. Don Fabio voleva richiamarci al rispetto per l'Incontro con Cristo. Allora mi sono chiesto come mai i piedi scalzi indichino il rispetto della sacralità, è facile richiamare alla mente Mosè che si scalza davanti il roveto ardente... Nei piedi scalzi c'è la voglia di non calpestare una terra che si ama, c'è però anche la sofferenza di camminare a piedi nudi. Io lo so bene, al mare non riesco per nulla a camminare sulle pietre, fanno male e cado facilmente. A piedi nudi si cammina lentamente, ci si sposta quasi di un nulla. Allora forse a piedi nudi si riesce a guardare bene le proprie orme, si può osservare la strada che si attraversa, si può aspettare il passo di chi è più lento e ci si lascia guidare. Camminare a piedi nudi indica tutto questo e molto di più; è la scelta della povertà di chi è povero di prospettive, progetti, pensieri, ma ricco della Grazia dei passi e del cammino!

Questo è il mio Natale: a piedi nudi e senza le braccia. Mi basta contemplare la mia condizione - povera, limitata - di uomo e il mistero di un Dio che la accoglie per quella che è e mi dona altri passi da compiere, scalzo. Con me sento le orme degli amici che, a distanza di un anno del mio pellegrinaggio a Gerusalemme, stanno visitando la terra di Gesù. E' davvero un segno di speranza, con tanta nostalgia di quel cielo...

...è davvero il viaggio delle persone che porto nel cuore: del male di vivere, uguale a quello di Betlehem dell'anno zero, denso di speranza per un Dio che viene a farmi visita!
E allora chiedo scusa per il mio silenzio: non è snobismo, non è superficialità, o almen non l'ho cercato con queste motivazioni. E' solo il mio segno per accogliere il Natale nel mio cuore, con tanta speranza.

Buon Natale!

nic

Ps: spero di scrivere qualcosa a breve, dei libri che sto leggendo, delle esperienze che sto vivendo, del silenzio che sto pregando...




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quos ego de rerum natura pangere conor
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2008


Sono tante le emozioni e le idee che danno rispettivamente colore e sapore a questo freddo mese di dicembre. C'è un sottofondo, bello e accogliente, che mi accompagna ormai da anni e che anche se è un inseguimento mi sta dando diverse coordinate.
Ho la grazia di essere povero, povero di certezze e sentieri sicuri. La precarietà è la forma più arida di povertà, in quanto priva di futuro o ancora meglio dei passi che mi portano a vederlo. Allora la tentazione è quella di fermarsi a guardare il paesaggio o, ancora peggio, i propri piedi.
Mi ritrovo allora a sperare tanto, ad aggrapparmi non tanto alle speranze ma alla mia stessa capacità di sperare.
Continuo a sperare nelle relazioni, nelle esperienze o almeno ci provo...
...e provo a capire cos'è onestà intellettuale e ricerca sincera, senza paura di perdere i passi fatti, di tornare indietro, di non sapere e perdere quello che ho costruito. Sarebbe un errore provare a sentirsi ricco di qualcosa: tante volte il poverello di Assisi va di moda senza che provo a capire di cosa mi sento ricco io. In effetti fare verità vuol dire graffiarsi e farsi male, proprio come mi fa male lo lo sfregio e la botta che ho preso il giorno dei miei 25 anni...

Dando, che si riceve;
Perdonando che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna



permalink | inviato da lapiazza il 9/12/2008 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
...mi hanno fatto gli auguri
post pubblicato in la piazza, il 5 dicembre 2008


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SMS: Alessandra Muoio, Annalisa Alvisio, Manuel Bottino, Michele (Donnici), Licia Mascaro, Massimo Orrico, Eugenio Vite (che aveva anche provato a tel), Noemi Orrico, Valeria Volpentesta, Rosamaria Sacco,Stefania Polito, Giuseppe Spadea, Roberta De Rose, Marco Iasevoli, Eugenio Vite, Mario Putero,Rossella tocci (aveva anche provato a tel 3 volte), Santo Caruso, Martina Gallo, Laura Mazza, Celeste Napolitano, Pierpaolo Carè, Leonardo De Santis, Chiara Orrico (e Fatima), Carmine Coscarella, Silvia Pagano, Luigi Gargano, Giovanni De Gaetano, Nadia Falbo, Alessandra Morano, Sabrina Garofalo (che mi aveva anche chiamato un sacco di volte), Antonella Micieli (e Marco Pallone), Arianna Monaco, Stelle (tramite sms di annalisa), Emilia Gaudio, Antonio Orrico, Anna Vasington e Stefania Mirabelli (tramite sms di annalisa).

FACEBOOK BACHECA: Francesca Cozza, Luca Altomare, Antonio Vadacchino, Angela Scicchitano, Serena Bozzo, Sonia Pupo, Piermaria Prisco, Oreste Alvisio, Antonello Antonelli, Antonio Cotroneo, Flavio Pilla, Luigi Benemerito, Biagio Prisco, Francesco Micino, Antonio Dima, Mario Briante, Simone Esposito, Andrea Bevaqua, Cosimo Nocera, Eli Hajjar, Roberto Campopiano, Priscilla Del Vecchio, Gaetano De Luca, Vincenzo Carlomagno, Annamaria Oliveti, Carmine Gelonese, Armando Tortora, Francesca Spadafora, Caterina Olivieri, Daysi Sproviero, Gabriella Palange, Ivana Campolongo, Carmine Coscarella, Eugenio Dei Giudici, Luisa Giordano,
Valentina Biafora, Alessia Amelio, Dora Perna, Luna Micieli, Valentina Lappano, Alessandra Apicella, Silvia Negro, Romana Cirillo, Francesco Carlomagno, Paola De Lena, Francesco Terranova, Laura Luberto, Alessandra Luberto, Matteo Marchese, Anita Bozzo, Giovanni Loreto,Stefania Mirabelli, Maria Paola Guzzo,Eva Rovense, Maria Rita Micieli, Alessandro De Ferrariis, Serena Cianflone, don Tommaso Scicchitano, Clarice Lombardi,Elvira Viviano, Mariano Iusi, Francesco Farina, Katia Lappano, Angela Aiello, Alessandra Biafora, Daniele De Bartolo, Guerino Nisticò, Alessia Chiodo, Letizia Indolfi, Sara Campolongo, Sara Gennu Scrittori, Emanuela Coscarella, Nicolò Marino, Gaia Carlucci,Daniela Cocco, Karin Venneri, Simona Campolongo, Carmine Ciardullo, Alessandro Salvino, Ida Infusino, Rita Eramo, Simona Olivieri, Francesca De Rose, Ada Serra.

FACEBOOK MAIL: Alfonsina Bellio, Claudio Guarnaccia, Maria Carmela Aragona.

DI PERSONA: mamma, papà, Carmela, i ragazzi della prima B, Luisa Giordano, Annalisa Alvisio, Maria Bello, Salvatore (il modernista), Antonio (la matricola di lettere moderne), Nadia Falbo (che si era dimenticata), Licia, Carla, Viviana, e i colleghi della ssis, i giovanissimi, Giovanni De Gaetano, Noemi Orrico, Francesco Palmieri, Vanessa Covello, Laura Mazza, Alessandra Luberto, Laura Luberto, Giuseppe Spadea, Vincenzo Carlomagno, Ida De Marco, Pierpaolo Carè, Daniele Carè.

TELEFONO: Marco Guadagnolo (e Angela!), don Tommaso Scicchitano, Francesca De Leo, Alessandra Luberto, Ida Zicarelli, Eugenio Vite.

Segnalo che fra Carlo, Rossella Tocci, Sabrina Garofalo e Rosamaria Lappano mi hanno telefonato + volte ma il cell aveva problemi a ricevere telefonate...
...domani dall'ufficio provo a scrivere con un pò di calma qualche riflessione sul numero dei 25 anni, o quarto di secolo come dicono in tanti; intanto segnalo che quest'anno facebook ha moltiplicato e variato gli auguri ricevuti; quando dici che serve a mettere in rete!!!

Ringrazio ancora una volta tutti quanti per l'affetto che mi mostrate, mi sento coccolato, accolto e solo per questo il compleanno (che di per sè mi inibisce e mette a disagio) dovrebbe cadere un giorno a settimana. Vi voglio bene e condivido con voi la festa per i miei 25 anni di vita, che sono stati così speciali proprio perchè arricchiti dei vostri passi accanto ai miei.

Un abbraccio

nic

PS: mi sono mancati alcuni auguri: o., b., c., l., n., i., a., s., e altri che ora non mi vengono in mente...
...ma siamo in avvento, e questo è il bello dell'attesa!!!!



permalink | inviato da lapiazza il 5/12/2008 alle 0:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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